17 agosto 2012

Philips Videopac+ G7400 (dalla mia collezione)

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Le informazioni seguenti sono prese da qui:

Il termine Videopac indica la versione europea della console Magnavox Odyssey². Venne commercializzata nel 1978 in Europa dalla Philips e, come la versione americana, dovette contrastare il successo delle nuove console a cartucce come il Fairchild Channel F e l'Atari 2600.

Caratteristiche tecniche

Il Videopac vantava caratteristiche tecniche superiori all'Atari 2600, ma non bastarono per fargli detenere la leadership del mercato. Basato su un microprocessore Intel 8048 a 1,78 MHz era capace di visualizzare 4 oppure 12 sprite monocromatici attingendo da una palette di 64 colori. Il sonoro era frutto di un chip alquanto primitivo che consentiva la riproduzione di una voce con 9 toni e la gestione del rumore bianco.

Modelli

Il modello di base, nonché il più economico, fu il G7000, caratterizzato dalla presenza di joystick classici - dotati di un solo tasto e predisposti per la calibrazione automatica in 8 direzioni - e una tastiera alfanumerica a membrana che consentiva operazioni quali l'inserimento di nomi nella tabella dei record. Come sostanzioso extra, il G7200 incorporò un monitor da 9' e un design piuttosto accattivante, qualità che ne innalzarono il prezzo considerevolmente. Il G7400+ (versione europea dell'Odyssey 3, mai commercializzato negli USA) incrementò non poco le potenzialità del sistema grazie a caratteristiche tecniche da capogiro. Il cuore della macchina fu uno Zilog Z80 coadiuvato da un processore grafico in grado di riprodurre sfondi sensibilmente più ricchi di colori. Anche la memoria ricevette un sostanzioso aumento, grazie a una RAM di ben 16 kilobyte e all'implemento di ben 16 kilobyte nelle cartucce di ultima generazione. Questi modelli furono prodotti dalla casa madre, la Philips, che vendette la licenza della tecnologia Videopac anche a terzi. A tal riguardo citiamo Siera, Saba, Schneider e CVS che permisero, ad esempio, di identificare Videopac come Jet piuttosto che Jopac.

Periferiche

Per tentare di promuovere al meglio il proprio sistema, Philips tentò la carta dell'espandibilità. L'inclusione di una tastiera permise l'interazione con software applicativi ed educativi. Ad esempio, tramite un'apposita cartuccia si poteva utilizzare il Videopac come fosse un computer, e digitare diversi comandi in linguaggio Assembly. Altro asso nella manica (peculiarità solo della versione americana) era una periferica denominata The Voice, che permetteva l'uso di campioni sonori piuttosto grezzi durante le sessioni di gioco. Il Chess Module, invece, permetteva di giocare a scacchi: una cartuccia di espansione (uno Z80 dotato di 8 kB sia come ROM che RAM) era preposta alla creazione degli algoritmi necessari alla simulazione di un gioco complesso come quello degli scacchi. Altra proposta piuttosto originale furono i giochi Master Strategy, un particolare ibrido videoludico che abbinò il videogioco al tradizionale gioco da tavolo (The Quest for the Rings e Conquest of the World furono i titoli disponibili) e divenne fenomeno di aggregazione tra i fan Videopac specialmente negli Stati Uniti.

Posizione sul mercato

Philips fallì nel tentativo di imporre Videopac come standard, ma riscosse delle buone quote di mercato, in particolare nel continente americano. Negli Stati Uniti ottenne una calorosa accoglienza, ma fu in Brasile che allungò notevolmente il proprio ciclo vitale, addirittura fino al 1987. Nel resto del mondo non poté competere con il potere commerciale di Atari e Mattel Electronics. Certamente, Atari VCS e Intellivision (e Colecovision poi) rappresentarono ostacoli insormontabili, grazie al massiccio e costante supporto riservato loro dalle terze parti. Appoggio quantificabile nella produzione di conversioni di giochi arcade, particolarmente in auge nei primi anni ottanta. Dal canto suo, la casa olandese poté contrapporre una sola licenza arcade, Turtles - gioco labirintico con tartarughe - di discreta fattura, ma ben lontano dall'eguagliare il successo di titoli come Asteroids e Defender.

Giochi

Nonostante le buone caratteristiche hardware della console, molti giochi di prima generazione furono rimarcati da una risoluzione grafica molto primitiva e da una giocabilità limitata. Si trattò perlopiù di giochi sportivi che avevano ben poco da spartire con le rispettive controparti. Comunque, qualche esempio valido emerse, specialmente con l'avvento della seconda generazione del software su cartuccia (4 kB invece dei canonici 2). Artefice di questa nuova fase fu Ed Averret, che programmò un discreto numero di giochi, primo fra tutti KC Munchkin, clone di Pac-Man che costò a Philips una causa da parte di Atari con conseguente ritiro dal mercato del suddetto titolo. Altra produzione meritevole di menzione è da ricercarsi in Pete e il piccone magico, platform in cui districarsi tra massi rotolanti e chiavi dorate; UFO, sparatutto che fa il verso al celebre Asteroids. Il trend positivo continuò con la nuova ondata software, agevolata dalle superiori capacità grafiche del G7400+ e da cartucce sempre più capienti. Terrahawks sperimenta il genere inaugurato da Space Invaders ma con notevole resa grafica; Killer Bees è un altro sparatutto originale; Nightmare si ispira a un altro classico, ovvero Frogger, sostituendo il fiume, i coccodrilli, i tronchi e le macchine con una casa abitata da spiriti. Solo 2 società esterne a Philips si cimentarono nello sviluppo del software, La prima fu Parker Brothers, molto attiva in quegli anni, e dedita alla conversione di arcade quali Popeye, Frogger, Super Cobra e Q*bert. L'altra fu Imagic che convertì su Videopac il suo successo multiformato, Demon Attack, uno sparatutto molto simile al celebre Phoenix (a sua volta, un clone di Galaxian piuttosto riuscito). Il lavoro svolto fu eccellente, e fu confermato anche con il successivo Atlantis.
Il punteggio era standard in tutti i giochi e aveva come caratteristica principale il fatto che non poteva superare la cifra 9999. Inoltre, era concesso un solo tentativo prima che apparisse la schermata del game over.

Differenze di compatibilità

Il software progettato appositamente per Videopac G7000/7200 era compatibile senza limitazioni sul Videopac G7400+. Era possibile anche il contrario, anche se a detrimento di una sensibile riduzione del dettaglio grafico. Per fare un esempio, sui vecchi modelli, Terrahawks+ proponeva gli stessi elementi (astronave principale e nemici) senza che venissero compromesse fluidità e velocità di gioco, ma era completamente sprovvisto del fondale visibile giocando con il 7400+. Quindi, niente superficie lunare e il pianeta Terra sullo sfondo, ma solo una schermata nera. Tuttavia, furono immessi sul mercato 3 giochi (Norseman, Helicopter Rescue e Trans American Rally) destinati unicamente alla tecnologia di punta, allo scopo di creare qualcosa che fosse più tangibile di un semplice aggiornamento grafico. Ma a un avvenuto miglioramento estetico non corrispose un progresso altrettanto evidente a livello di giocabilità.


2 commenti:

  1. Ciao e complimenti!
    Faresti un salto a Bari il prossimo autunno?
    Anche solo mostrando una piccola parte della tua collezione saresti il principale punto di riferimento dell'evento espositivo in programmazione.

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  2. Ciao e grazie dell'invito, ma è davvero troppo distante per me... io abito in provincia di Pavia!

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